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Il blend del Cubburo, un rosso rubino per il macco di fave

di Maria Antonietta Pioppo
(la Repubblica, 7 novembre 2019)

È una storia bella, una favola, dove il protagonisti sono il vino e l’amore ma anche Debora e Luigi Bonsignore che, con i loro tre splendidi figli, Simone, Pietro e Carlo, compongono il quadro di questa realtà agrigentina. Il luogo in cui si trova la cantina è Naro, in contrada Giddio. Tredici sono gli ettari di cui sette vitati coltivati a Nero d’Avola, Syrah, circa quattro a Grillo e la restante parte che sarà impiantata a Chardonnay.

Qui sorge Baglio Bonsignore, una cantina ma anche un progetto ambizioso che vedrà l’anno venturo la realizzazione di una struttura ricettiva per promuovere l’enoturismo.

Il Cubburo, blend di Nero d’Avola e Syrah, è il vino che rappresenta l’inizio del loro racconto enologico. Due anime, una autoctona e l’altra internazionale che fanno insieme un vino di grande piacevolezza e di facile beva. Il nome è una dedica a un’antica costruzione in pietra di epoca sicana, il Cubburo. Il colore è rosso rubino con riflessi porpora. Profumi intensissimi invadono elegantemente il naso con una dominante che vira verso note di frutti rossi e note balsamiche. In sintesi è un vino ben equilibrato che mette in evidenza le caratteristiche ora del Nero d’Avola ora del Syrah sia nella propria identità che nel blend ben definito. Per il suo profilo il Cubburo si sposa con piatti a base di materie prime del territorio come il macco di fave con ricotta e bottarga.

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